“L’Elisir d’amore”: Marialuisa Bafunno alla regia dell’opera di Donizetti

La regista andriese porta a casa l’opera e prepara il suo prossimo progetto dedicato a Farinelli
Chi conosce il suo lavoro e la sua passione si augurava da tempo che Marialuisa Bafunno mettesse in scena una delle sue opere nel nostro territorio, nella sua terra.
Marialuisa, originaria di Andria, è una regista d’Opera dall’approccio simbolico e interdisciplinare. Inizia il suo percorso al Teatro alla Scala e debutta nella regia nel 2022 con Cavalleria Rusticana. Con La Bohème vince il Concorso europeo di Regia di OperaLombardia, in scena nei principali teatri lombardi e al Teatro Regio di Parma. Premiata all’European Opera-directing Prize alla Royal Danish Opera, affianca al repertorio lirico progetti immersivi e site-specific che coinvolgono il pubblico in prima persona, tra opera, arti visive e installazione.
Ma, prima di ogni altra cosa importante nella sua vita, lei si è nutrita di Tutt’altro, la scuola di immaginazione e creatività per bambini e adolescenti che da 29 anni, ad Andria, forma coscienze fondando la sua missione sul processo creativo e sulla ricerca personale attraverso l’arte e i linguaggi sensoriali.
Il suo ultimo lavoro è stato mettere in scena il Melodramma giocoso in due atti di Donizetti L’Elisir d’amore. Il progetto nasce in collaborazione con il Premiere Opera Vocal Arts Insitute (POVAI), dopo il fortuito incontro con il suo direttore Artistico Eric Margiore che ha deciso di realizzare in Puglia, dall’America, il prestigioso programma estivo internazionale di alta formazione e perfezionamento per cantanti lirici, in collaborazione con realtà locali come l’Apulia Sinfonietta.
Il cuore della settima edizione è stato infatti L’Elisir d’Amore di Gaetano Donizetti, capolavoro del repertorio operistico italiano, presentato in una produzione integrale con orchestra e doppio cast, con la direzione artistica della regista Marialuisa Bafunno.
Un progetto che ha permesso ai partecipanti di misurarsi concretamente con le esigenze del palcoscenico, trasformando le settimane di studio e preparazione in un’esperienza artistica completa, sotto la direzione dell’autorevole regista.
L’Opera è andata in scena a Barletta il 5/6/7 agosto. Nella produzione: Orchestra Apulia Sinfonietta, Direttore Orchestra Pasquale Somma, Scene e Costumi Riccardo Sgaramella (anche lui originario di Andria).
Un privilegio, poter assistere alle prove in quel campo di gioco in cui tutto accade, si modifica, si perfeziona: in una bella chiesa sconsacrata, ho apprezzato la resistenza al caldo, le ripetizioni ricorrenti di posture ed espressioni, la concentrazione e gli appunti della regista fitti di annotazioni, il lavorio dello scenografo per armonizzare luci e costumi.
Un tempo lungo, afoso, eppur breve, se si tiene conto che la fatica registica si è concentrata in poco più di una intensiva settimana, in cui spesso si sono affrontate le difficoltà di soluzioni fai da te, in mancanza di una macchina organizzativa propria del teatro d’Opera.
Tanta, l’emozione di Marialuisa durante lo spettacolo: “Sono emozionatissima più di ogni altra prima per essere qui nella nostra terra e fare Opera qua, cosa che non è mai successa”.
Così, abbiamo conosciuto la storia di Nemorino, un giovane contadino timido e innamorato della bella Adina, che però sembra non ricambiare i suoi sentimenti. Convinto di poter conquistare il suo amore grazie a una pozione miracolosa, Nemorino acquista dal ciarlatano Dulcamara un presunto elisir d’amore, che in realtà è semplice vino. Credendo negli effetti della pozione, il ragazzo acquista maggiore fiducia in sé stesso. Nel frattempo Adina, per gelosia, si rende conto di amarlo davvero. Alla fine i due giovani si dichiarano il loro amore e si sposano, mentre Dulcamara lascia il paese soddisfatto dei suoi affari. L’opera unisce momenti comici e romantici ed è celebre soprattutto per la celebre aria Una furtiva lagrima.
Intanto, Marialuisa lavora anche al suo prossimo progetto, ideato e diretto da lei: Farinelli_La voce che resta, opera immersiva dedicata a Carlo Broschi, in arte Farinelli, tra le voci più celebri e più enigmatiche della storia del melodramma europeo. Lo spettacolo rappresenta la prima tappa di un progetto destinato a svilupparsi negli anni, restituendo Farinelli alla sua comunità di origine, Andria, e riattivandone la dimensione internazionale.
A breve, ne sentiremo di belle!
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