Da Silva Show in serie C: fu la Fidelis a pagare il cartellino all’Hermannstadt nel 2024 ed a riportarlo nel Calcio che conta

Una operazione di mercato che mai nessuno ha raccontato, portata avanti su due binari e con sagacia assoluta

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Alle trattative che seguono i binari canonici del calciomercato si contrappongono altre che assomigliano a thriller diplomatici combattuti su più fronti, tra bluff, sentenze in extremis e regolamenti internazionali. La storia del tesseramento di Mateus Da Silva alla Fidelis Andria appartiene a pieno titolo a questa seconda categoria. Dietro all’esplosione dell’attaccante brasiliano sui campi di Serie C c’è l’opera caparbia e strategica dell’allora Direttore Generale della Fidelis Andria Pietro Lamorte, capace di condurre un’operazione su due binari paralleli al limite del paradosso normativo.

L’avventura inizia con un intoppo che avrebbe scoraggiato chiunque. Lamorte stringe un primo accordo con un procuratore, salvo poi scoprire che in realtà il calciatore sia legato altrove. Il DG non si perde d’animo e, grazie in questa fase alle conoscenze sul territorio abruzzese del DS Gianni Califano, risale alla reale catena di contatto del calciatore attraverso Giovani Radaelli, amico veronese dell’attaccante, e l’avvocato Luigi Toppeta di Lanciano, avvocato difensore del ragazzo.

Sapendo che Da Silva ha in essere un contratto pluriennale con il Gravina, il DG avvia una trattativa ufficiale con il club pugliese sulla base di 40.000 euro. Ma il vero colpo di scena avviene nel massimo riserbo: il dirigente fa arrivare il giocatore di nascosto presso un noto hotel andriese. È qui che viene a conoscenza di una bomba a orologeria: il brasiliano ha firmato contemporaneamente anche per una squadra rumena, l’Hermannstadt, rischiando una pesante squalifica per doppio tesseramento.

Di fronte alla leggerezza con cui il ragazzo ha affrontato la vicenda, Lamorte reagisce con fermezza e determinazione: davanti ad una pizza, si fa consegnare il cellulare dal ragazzo, per fare chiarezza sulla situazione, ed entra in azione. Da quel momento prende il via un capolavoro tattico, sviluppato su due tavoli distinti.

Sul fronte internazionale Lamorte avvia direttamente i contatti in lingua inglese con la dirigenza dell’Hermannstadt, impostando una trattativa da 40.000 euro per rilevare l’intero cartellino del giocatore.

Sul fronte interno invece, manteneva apparentemente viva la trattativa con il Gravina, consapevole che a giorni si sarebbe pronunciato il Collegio Arbitrale sul contratto del club con Da Silva.

La strategia attendista del DG paga. 

Puntuale arriva la sentenza dell’arbitrato: il contratto tra Da Silva e il Gravina viene dichiarato nullo.

Nel giro di ventiquattrore, il club biancazzurro sferra il colpo finale. Chiude ufficialmente l’accordo con la Romania, dispone il bonifico di 40.000 euro all’Hermannstadt, grazie anche alla collaborazione del Dirigente del Settore Giovanile Sabino Campanile, portando il giocatore in ritiro a Montorio a Vomano e blindandolo con un contratto biennale. 

L’ultimo ostacolo è la burocrazia: il tesseramento tra la FIFA e la Lega Nazionale Dilettanti si trasforma in un labirinto di pratiche, sbrogliato solo grazie all’intervento decisivo dell’avvocato Barbiero.

Ottenuto il via libera in extremis, Da Silva riceve l’ok per l’esordio ufficiale nel match di Coppa Italia a Nardò. 

Il resto, come si suol dire, è storia; ma senza quelle intuizioni, quella fermezza e quelle abilità diplomatiche, il talento brasiliano non avrebbe mai vestito la maglia biancoazzurra. E probabilmente oggi non farebbe le fortune dei nostri amici Barlettani, che grazie all’occhio dell’allora DS Savino Daleno, tesserarono il brasiliano a luglio 2025, salvo poi rischiare di perderlo a dicembre per “scarsa resa realizzativa”. 

Anche lì però la storia ha detto altro, ha detto che Mateus Castro Da Silva è stato decisivo nella promozione del Barletta, sta risultando devastante in questo avvio di Serie C 26-27, e probabilmente potrà  ancora ambire a categorie più alte. 

Auguri Mateus. 

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