Liceo Nuzzi, l’ing. Fuzio: «La rotatoria sarà a circa 20 metri dall’edificio scolastico»

Il componente dell’Ufficio di Direzione Lavori del progetto PINQua T.E.R.R.A. interviene nel dibattito con precisazioni tecniche sulla viabilità, sul terminal bus e sulle scelte progettuali
Nel dibattito attuale del liceo scientifico Nuzzi, interviene l’ing. Michele Fuzio, della ditta “Chiapperino & Fuzio”, componente dell’Ufficio di Direzione Lavori PINQua T.E.R.R.A., attraverso alcune riflessioni tecniche circa l’interferenza del cantiere dei lavori con il Liceo Nuzzi:
«Intervenire nello spazio urbano significa quasi sempre innescare un dibattito acceso, soprattutto quando i lavori sfiorano i luoghi frequentati dai nostri figli. In qualità di componente dell’Ufficio di Direzione dei Lavori per l’intervento PINQua T.E.R.R.A., ma prima ancora come genitore di due studenti del Liceo Scientifico “R. Nuzzi”, avverto l’importanza di fare chiarezza e condividere alcune riflessioni tecniche per superare i dubbi emersi di recente.
Al centro delle ultime discussioni c’è il posizionamento della nuova rotatoria in fase di realizzazione su Via Mozart e la sua vicinanza all’istituto scolastico. I dati numerici della variante al progetto esecutivo, approvato ad agosto scorso dopo richiesta formale della Provincia, smentiscono le preoccupazioni su una presunta e pericolosa prossimità: il bordo esterno del futuro marciapiede disterà almeno 13,50 metri dalla recinzione della scuola. Se a questa misura aggiungiamo la larghezza del marciapiede stesso e lo spazio che separa la recinzione dal corpo della struttura scolastica, la distanza effettiva tra l’edificio e la strada sale a circa 20 metri.
Da dove nasce, allora, il malinteso sul rischio di uno schiacciamento della carreggiata verso la scuola?
L’equivoco è generato da un elemento provvisorio: il camminamento pedonale temporaneo in cemento che costeggia l’attuale recinzione. Questa passerella provvisoria è stata allestita per un motivo preciso: garantire un collegamento sicuro e stabile tra la stazione ferroviaria e Via Mozart, tenendo i passanti fisicamente separati dalle aree operative del cantiere. Il percorso sorge su un terreno già espropriato dal Comune (tramite Decreto n. 2/2026) e sarà eliminato non appena i lavori saranno conclusi, lasciando spazio all’assetto definitivo.
Nel ridisegnare questo snodo urbano, ogni scelta è stata ponderata per tutelare l’ambiente e la vivibilità della zona. L’alternativa alla rotatoria, ovvero un’intersezione regolata da semafori, avrebbe provocato continui stop-and-go per le auto, traducendosi in code interminabili e accumuli di smog proprio a ridosso del Liceo. La rotatoria, al contrario, fluidifica il traffico e riduce le emissioni nocive.
Una logica simile ha guidato la localizzazione del nuovo terminal degli autobus. Gli studi di pianificazione dei trasporti dimostrano che esiste una “soglia psicologica” di circa 400 metri (pari a 5 minuti di cammino), oltre la quale le persone rinunciano ai mezzi pubblici per preferire l’auto privata. Spostare il terminal più a nord, ad esempio su Via Bisceglie oltre la linea ferroviaria, avrebbe allontanato drasticamente il nodo di interscambio dai principali poli attrattori della città (scuole e stazione), decretando il fallimento del sistema di trasporto integrato.
Non dobbiamo temere la presenza dei bus vicino alle scuole. Le moderne flotte del trasporto pubblico garantiscono già oggi emissioni ridotte e la transizione ecologica in corso verso motori elettrici e a idrogeno azzererà progressivamente sia l’inquinamento atmosferico che quello acustico nei pressi dell’istituto. Il progetto inoltre prevede specifiche barriere alberate e aree verdi, pensate per mitigare l’impatto visivo del nuovo terminal autobus a ridosso del plesso scolastico.
La vera sfida che abbiamo davanti è culturale: dobbiamo promuovere un cambio di paradigma orientato alla sostenibilità, offrendo alle nuove generazioni servizi alternativi fruibili ed efficienti. Basti pensare che un solo autobus a pieno carico toglie dalla strada almeno trenta auto private, liberando le vie dal traffico e restituendo aria pulita alla comunità. I cantieri di oggi sono il passaggio obbligato per consegnare ai nostri figli una città più moderna, connessa e respirabile».
Commenti
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La tattica è sempre la solita: aggirare l’ostacolo e prendere in giro la Comunità scolastica cioè studenti, personale scolastico e l’intera cittadinanza con argomentazioni senza fondamento. Anche la domanda è sempre la solita: perché sono stati occupati i suoli già destinati al Liceo?
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…e comunque sia chiaro un concetto: i suoli della rotatoria e del parcheggio autobus sono del Liceo! Il Comune e la Provincia se ne facciano una ragione: quello scempio edilizio vadano a realizzarlo altrove… il Liceo ha bisogno di spazi per vivere.
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Proposta sacrosanta, ma ” il pranzo è servito”. L’ultima proroga concessa dal RUP, ma non dal MIT, è al 31 ottobre. vedremo.
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Ingegnere farebbe bene a non dare solo numeri, giustamente!, ma anche a riflettere a quanto riportato nelle D.D. del RUP specificatamente nel Reg. UE 2020/852 l’art. 17 par. 1 lett. e) ” principio di non arrecare un danno significativo all’ambiente….”, l’art. 3 lett. b) di cui all’art. 9 lett. e) “prevenzione e riduzione dell’inquinamento dell’aria,….” del e della Comunicazione Commissione UE 2021/C _58/01″ Orientamenti tecnici sull’applicazione del principio di non arrecare un danno significativo…”. Buona lettura Ing. Fuzio.
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Michele, fai il bravo, non ti avventurare……
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…..oggi 16 ottobre 2026, le ruspe al Liceo Scientifico hanno ripreso alla grande… ma il governo regionale e/o centrale quando prenderà una decisione immediata per fermare quello scempio perpetrato da Comune e Provincia in palese complicità tra di loro? Siamo al tramonto della democrazia e della legalità…
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Dopo la depenalizzazione dell’impostura (l’arte dell’inganno verso il prossimo a scopo di tornaconto personale), dalla vigilia di ferragosto 20248sempre così capita, anche l’abuso d’ufficio è stato depenalizzato. Non ci resta che l’iniziativa d’ufficio di qualche santo, premesso che il progetto TERRA del PNNR in antitesi al principio del contrasto al cambiamento climatico: dogma , dovuto alla presenza dell’attività economica: L’AUTOSTAZIONE -BUS.
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