Architettura e benessere: successo per l’andriese Sabrina Lorusso agli International Academy Awards

Un nuovo riconoscimento nella categoria International Research Project. La ricerca, sviluppata insieme all’architetto Natalia Ottonello, indaga come le facciate degli edifici possano influenzare le nostre emozioni e il benessere psicofisico
Per il secondo anno consecutivo, l’architetta Sabrina Lorusso, originaria di Andria e oggi residente a Cattolica, si aggiudica un riconoscimento internazionale nell’ambito degli International Academy Awards 2026, nella categoria International Research Project. Il premio è stato conferito lo scorso 1° ottobre a Kuching, in Malesia, in occasione del 15° World Congress on Design & Health, evento internazionale dedicato al rapporto tra ambiente costruito, salute e qualità della vita.
Dopo il successo ottenuto a Singapore nel 2025, arriva così un secondo importante riconoscimento per il lavoro di ricerca condotto insieme all’architetto uruguaiana Natalia Ottonello.

Al centro del nuovo studio, intitolato “Designing Salutogenic Cities: The Impact of Façade Design on Emotional Well-Being and Stress Regulation”, una domanda tanto semplice quanto significativa: se osservare la natura può favorire il nostro benessere, cosa accade quando dalla finestra vediamo un altro edificio?La ricerca nasce dalla volontà di comprendere come le caratteristiche architettoniche delle facciate possano influenzare la percezione, le emozioni e le risposte allo stress delle persone. Attraverso un’indagine sperimentale, le due ricercatrici hanno confrontato tre differenti configurazioni architettoniche: una facciata vetrata uniforme, una caratterizzata da balconi e maggiore articolazione compositiva e una terza arricchita dalla presenza di vegetazione. I risultati hanno evidenziato differenze significative nelle risposte emotive dei partecipanti. In particolare, la facciata biofilica, caratterizzata dall’integrazione di elementi naturali, ha ottenuto valutazioni più positive rispetto alle altre configurazioni analizzate.
Lo studio suggerisce che non tutte le facciate vengono percepite allo stesso modo e che ciò che osserviamo quotidianamente dalla nostra finestra può contribuire alla qualità della nostra esperienza degli spazi. Questi risultati invitano a guardare l’architettura da una prospettiva più ampia: un edificio non influenza soltanto il benessere di chi vive al suo interno, ma anche quello delle persone che lo osservano ogni giorno, dalle finestre delle proprie abitazioni o attraversando la città. Per questo, progettare un edificio significa anche contribuire alla qualità degli spazi e del benessere di chi vive nell’ambiente circostante.
Il nuovo premio rappresenta l’evoluzione di un percorso di ricerca iniziato nel 2025 con lo studio “The Impact of Architectural Design on Chronic Stress Levels”, premiato durante il 14° World Congress on Design & Health tenutosi a Singapore. La prima ricerca aveva indagato come differenti caratteristiche degli ambienti architettonici interni potessero influenzare le risposte fisiologiche allo stress, attraverso strumenti di misurazione e protocolli sperimentali in realtà virtuale. Con il secondo studio, l’attenzione si è spostata dall’interno degli edifici verso l’esterno, ampliando la riflessione al rapporto tra architettura, paesaggio urbano e benessere collettivo.
Due progetti di ricerca sviluppati autonomamente dalle architette, accomunati dalla volontà di contribuire alla costruzione di nuove conoscenze scientifiche a supporto della progettazione. Il tema è in linea con quello del congresso mondiale di quest’anno, dedicato alle città salutogeniche, ovvero ambienti urbani progettati per favorire la salute e il benessere delle persone. Laureata in Architettura al Politecnico di Bari e specializzata con un Master internazionale in Neuroscienze applicate alla Progettazione Architettonica presso l’Università IUAV di Venezia, Sabrina Lorusso affianca all’attività professionale quella di ricerca, approfondendo le relazioni tra architettura, neuroscienze e psicologia ambientale. Il suo approccio alla progettazione pone al centro la persona, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita attraverso il miglioramento della qualità degli spazi abitati. Un principio che trova applicazione anche negli spazi pubblici, nei luoghi di lavoro, nelle attività commerciali e nelle città.

«Non mi aspettavo di ricevere questo premio per la seconda volta. Credo che siano l’attenzione, la passione e la determinazione a spingerci a indagare quanto noi architetti possiamo realmente contribuire a migliorare la vita delle persone. Ricevere un nuovo riconoscimento internazionale è per me una conferma importante: il percorso di ricerca che stiamo portando avanti ha un potenziale concreto, che va oltre la progettazione degli spazi e riguarda il benessere quotidiano delle persone e la promozione della salute, anche in un’ottica di prevenzione. È proprio questa consapevolezza che mi motiva a continuare a fare ricerca e a credere in un’architettura capace di contribuire positivamente alla vita delle persone», racconta Sabrina Lorusso.
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