ArtTurism festeggia vent’anni di cultura, tradizioni e valorizzazione del territorio

Dal 2006 al 2026, un viaggio fatto di arte, turismo ed enogastronomia per raccontare e promuovere Andria e il Nord Barese. La fondatrice Angela Ciciriello: «Dopo vent’anni siamo ancora qui, con gli occhi pieni di stupore».

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L’associazione ArtTurism, ha festeggiato con gli amici che in questo ventennio associativo hanno collaborato e vissuto il sodalizio turistico-culturale con un evento realizzato nel chiostro San Francesco lo scorso 2 ottobre. Dal 2006 al 2026 tantissimi gli eventi messi in campo dall’associazione, tutti volti a valorizzare il patrimonio artistico, culturale, enogastronomico, senza dimenticare le tradizioni e l’artigianato tipico dei territori del nord-barese. Un’avventura in cui gli alti e bassi non sono mancati, ma come ha dichiarato la sua fondatrice, attuale Vicepresidente, Angela Ciciriello, non vi è storia alcuna senza che vi siano salite e discese.

La serata è cominciata con una lettura del docente Tiberio Di Bari “Amore e Follia” di Saliva, a seguire, gli interventi della Presidente, Dina Pollice, e della Vicepresidente, Angela Ciciriello, con la conduzione affidata al giornalista Franco Di Chio.

Tra le tante collaborazioni sono intervenuti l’ex assessore al Turismo, Leonardo Lonigro, con cui l’associazione organizzò nel lontano 2008 “Turisti in Centro & Notti in Collina”: migliaia di persone riempirono vicoli e piazze, tra percorsi enogastronomici con macellerie e fruttivendoli aperti, mostre e musica popolare. Il Presidente Confcommercio-Andria, Claudio Sinisi, con cui l’associazione ha collaborato per l’organizzazione del “Festival Trenocelle”, le esperte d’Arte, Antonella Palmitessa e Paola Sibillano, che per diversi anni hanno curato i laboratori di disegno e pittura; e da remoto sono giunti i saluti e messaggi di stima da parte del Presidente della Strada dell’Olio Extravergine Castel del Monte, Nunzio Liso, e dell’ex Assessore alla Cultura, Luigi Del Giudice.

Con la Strada dell’olio una collaborazione nata nel 2012 con il progetto “Frantoi Aperti Tour” ed ampliatasi con altre iniziative tra cui la progettazione di “Scatti d’Olio”, un contest fotografico per la valorizzazione dell’extravergine di oliva in tutte le sue declinazioni, mentre con l’allora assessore Del Giudice si intervenne a rendere fruibile il campanile di San Domenico e si diede il via ad una serie di eventi portati avanti dall’associazione e legati alla figura dello svevo.

La stessa associazione fu promotrice di un corso progettato per un ente di formazione professionale per la formazione di cestai ed esperti di intreccio con fibre vegetali: nel 2013 16 corsisti furono condotti in giro per l’Italia, soggiornando nelle Marche e in Toscana per stage di formazione sul campo, oltre a tirocini svolti nella sede associativa e nella vicina città di Minervino Murge, un corso che ha salvato un mestiere in via estinzione, e che oggi è tramandato da alcuni cestai che lo portano avanti anche grazie alla formazione ricevuta. Come non sono mancati corsi di formazione per aspiranti Guide Turistiche, corsi di arte, disegno, pittura, decoupage e fotografia.

«Tutto cominciò nel 2006 -racconta l’attuale Vicepresidente, Angela Ciciriello– in un palazzo nobiliare di fine Ottocento, in via Carlo Troya, dopo un’estate alla ricerca di un luogo che potesse accogliere le idee di due creative, madre e figlia, Dina e Angela. Dina, docente di storia dell’arte con un’autentica vocazione per la pittura e il desiderio profondo di portare l’espressione artistica oltre i confini rigidi dei programmi didattici. Angela, di ritorno dopo dieci anni intensi tra studio e lavoro trascorsi in Emilia-Romagna, richiamata dalla forza delle proprie radici e dalla voglia di investire nella propria terra d’origine.

In quelle stanze sono nate le idee più svariate: tra visite agli jazzi e nelle masserie storiche con “Le Vie del Formaggio” nel 2008, un itinerario pionieristico che affiancava viaggiatori e maestri casari in un percorso di valorizzazione della burrata di Andria, prima ancora che diventasse un’icona riconosciuta ovunque. Poi “Le Domeniche di Bacco”, dai casari ai filari. La quotidianità imponeva però di confrontarsi con una realtà complessa. Il centro storico di Andria viveva una stagione di abbandono: strade vuote, saracinesche abbassate. Io stessa – commenta la Ciciriello -, abituata a vivere altri tipi di centri storici, mi chiedevo cosa fare. Già nel 2007 avevo scritto al giornalista della Gazzetta, il caro Michele Palumbo, invitando l’amministrazione a chiudere il centro al traffico, ma nulla di fatto avvenne. Quei pochi turisti smarriti si presentavano sull’uscio della porta per avere informazioni, e persino Piazza Duomo era sacrificata a parcheggio, privando la cattedrale della sua sacralità.

ArtTurism cominciò ad essere in difficoltà, chiese di poter utilizzare locali pubblici, ma nulla, c’erano l’affitto e le bollette da pagare. Per fortuna qualcuno animato dalla voglia di fare c’era sempre ed è questa persona che riaccese gli entusiasmi. Nel settembre del 2008 arrivò “Turisti in Centro & Notti in Collina”. Da lì in poi ripartirono tante attività. Poi la primavera del 2020. Il silenzio globale. L’immagine solitaria di Papa Francesco in una Piazza San Pietro deserta resterà nella storia. Eppure, fermarsi non era un’opzione. Ma con #SmartArt l’arte continuò a viaggiare in rete. E con la ripartenza: chiese e musei, borgo Scesciola, il quartiere ebraico di Trani, taralli impastati insieme, le anse dell’Ofanto attraversate in gommone, la rievocazione storica “La Nascita di Federico”.

Vent’anni di strade, di facce, di anime». – conclude la vicepresidente.

A chiusura del racconto giunge una domanda da parte di un bambino che chiede: “E adesso che si fa?”. La risposta alla domanda posta a chiusura del video ce la consegna Angela Ciciriello:

«Adesso siamo qui. Federico II costruì un castello a forma di otto per guardare il cielo da ogni lato. Noi, in vent’anni, abbiamo provato a fare la stessa cosa. Guardare Andria da ogni lato. Dal basso di un jazzo, dall’alto di un campanile, dal profumo di un frantoio, dalla voce di un bambino. Vent’anni fa eravamo in pochi a sognarla. Oggi siamo ancora qui. Con gli occhi pieni di stupore. Perché abbiamo capito una cosa… non abbiamo ancora finito di guardarla».

    

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