Falsi dipinti dell’Ottocento napoletano venduti online, perquisizioni anche ad Andria

Dieci indagati in un’inchiesta coordinata dalla Procura di Torre Annunziata. Sequestrate 24 opere contraffatte su circa 69 finite al centro delle indagini, accertate 84 vendite online
C’è anche Andria tra le città coinvolte nell’inchiesta sul presunto commercio di dipinti falsi attribuiti ad artisti dell’Ottocento napoletano. Nelle ultime ore, i carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale hanno eseguito perquisizioni in numerose località italiane, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura di Torre Annunziata, in provincia di Napoli.
L’operazione interessa complessivamente dieci indagati e ha portato, al momento, al sequestro di 24 opere d’arte ritenute contraffatte, sulle circa 69 che sarebbero state messe in commercio. Le verifiche hanno riguardato anche il territorio pugliese, con interventi, oltre che ad Andria, a Bari, Lecce, Acquaviva delle Fonti, Altamura, Conversano e Rutigliano.
L’inchiesta ipotizza diversi reati: associazione per delinquere, contraffazione di opere d’arte, ricettazione di beni culturali ed esportazione illecita di beni culturali. Secondo quanto riferito dal procuratore di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso, sono complessivamente 25 i capi d’imputazione, relativi a circa 69 dipinti.
Gli accertamenti avrebbero consentito di individuare 84 vendite di quadri attraverso piattaforme online. Inoltre, sarebbe stata documentata l’esportazione di altri nove dipinti verso diversi Paesi europei, tra cui Austria, Portogallo, Spagna, Francia, Gran Bretagna, Belgio e Irlanda.
Le perquisizioni hanno interessato, oltre ai dieci indagati, anche antiquari e commercianti di antichità. Le operazioni sono state condotte con il coinvolgimento di diversi reparti del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e dei comandi territoriali dell’Arma.
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!










Andria istituisce l’“Ambasciata della Legalità”